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venerdì 5 luglio 2013

PUMS. Quando una "S" fa la differenza

Di cattiva mobilità si può morire.
Muoiono le città, quando diventano prigioniere di uno sviluppo urbanistico e infrastrutturale unicamente asservito trasporto privato; muoiono i suoi cittadini, lentamente, perdendo, senza accorgersene, la libertà di spostarsi e di godersi le bellezze della propria città.
Milano, per troppo tempo, si è attorcigliata nui suoi circoli viziosi, mix diabolici di alta concentrazione di automobili (55 ogni 100 abitanti, record in Europa), investimenti sbagliati (il tunnel di Gattamelata è solo l’ultima memoria di infiniti disastri), conservatorismi e scarsa capacità di visione.
Ma a volte, una “S” può fare la differenza. Quella “S” che ha innalzato il vecchio PUM (Piano della Mobilità) a PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), vera e propria anima della strategia di transizione ecologica su cui ci giochiamo la qualità del futuro della nostra città.
Da mesi ormai l’esperienza di successo di Area C è diventata testimonianza ambita e preziosa nei convegni sulla sostenibilità urbana di tutta Europa.
Ma con il percorso iniziato ieri, l'avvio del confronto sul nuovo Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, si fa ancora di più. Con coraggio, imbocchiamo la strada che getterà le basi per una svolta tangibile nel sistema di mobilità della nostra città, proiettandoci verso le migliori pratiche europee di sostenibilità urbana. Sviluppo delle infrastrutture per il trasporto pubblico, promozione di isole pedonali, ambientali ed ecologiche, supporto alla mobilità dolce, promozione della mobilità elettrica, smart, pulita e condivisa, attenzione alla sicurezza stradale, innovazione della logistica urbana, abbattimento delle barriere architettoniche.
Sono i principali cardini su cui si svilupperà il percorso dei prossimi sei mesi, aperto alla città e ai soggetti istituzionali e non istituzionali che avranno interesse a partecipare.
Per tutti potrà essere un'occasione per ridisegnare le forme e il senso della nostra città. Basterà saperla sfruttare, senza ideologia, senza strumentalizzazioni, e magari senza accusare chi lavora per fare di Milano una città più vivibile di essere arcaici o contadini, "con le carrozze e i calesse al posto delle auto”.




mercoledì 16 gennaio 2013

Buon compleanno Area C!

Un anno fa era il 16 gennaio 2012. Si inaugurava Area C, pietra miliare di una nuova strategia per la vivibilità urbana a Milano, risposta alla volontà popolare emersa in un referendum, ed evoluzione di un progetto -Ecopass- che dopo aver fatto egregiamente il suo dovere era giunto al capolinea della sua efficacia.
Oggi, un anno, dopo, è tempo di bilanci.
E se gli obiettivi di Area C, com'è vero, sono:
  • la riduzione della congestione da traffico, 
  • la diminuzione dei tempi di percorrenza, 
  • la riduzione della domanda di sosta su strada e dei tassi di incidentalità, 
  • il taglio delle emissioni inquinanti da traffico, 
  • la riduzione del rischio sanitario legato all’inquinamento,
  • l’aumento degli spostamenti sui mezzi pubblici e 
  • la possibilità di investire risorse per lo sviluppo della mobilità sostenibile, 
...allora, a guardare i numeri, possiamo sorridere: tutti sono stati raggiunti.
Il calo medio del traffico rispetto al 2011, in un anno, è stato di oltre il 31%, con circa 41.000 ingressi in meno ogni giorno. Fuori dalla cerchia dei Bastioni le auto si sono ridotte del 7%. Confermata anche l’assoluta prevalenza di ingressi occasionali, con oltre l’81% dei veicoli entrati per meno di dieci volte in un anno. Infine, oltre il 70% dei veicoli intestati ai residenti non ha superato i 40 ingressi gratuiti annuali. 
Parallelamente, sono state finanziate altre opere chiave per la mobilità: dai quasi 4 milioni per il parcheggio di interscambio a Comasina ai 3 milioni per le Zone 30, fino ai 20 milioni per creare e riqualificare corsie e piste ciclabili.
Le risorse del 2012 di Area C (in totale, oltre 20 milioni 300mila euro: qui il bilancio economico) sono arrivate per il 48% da titoli cartacei e parcometri, per il 30,4% da Telepass, per il 12,5% da Pin attivati su areac.it, per l’8,5% dalle attivazioni di Rid (possibili fino a settembre 2012) e per lo 0,6% da attivazioni effettuate agli sportelli bancomat di Intesa Sanpaolo.


Come promesso, poi, Area C ha consentito all'Amministrazione di reinvestire tutte le risorse in opere di mobilità sostenibile, a partire dall'aumento delle corse dei mezzi pubblici e delle stazioni del BikeMi. Grazie ad Area C, infatti, oltre 13 milioni di euro, al netto dei costi di gestione del servizio (7 milioni 100mila euro), sono stati destinati al potenziamento di metropolitane, tram e autobus e all’attuazione della seconda fase del bike sharing.
Con i 10 milioni per i mezzi pubblici è stato possibile potenziare 14 linee di superficie in tutta la città, tra tram e autobus, con quasi 300 corse in più al giorno, e aumentare il numero di corse di tutte le metropolitane (36 in più al giorno), sulle quali è stato anche esteso l’orario di punta (fino alle 10 del mattino, anziché fino alle 9). Inoltre, grazie agli ulteriori 3 milioni di euro sono state portate fuori dal centro le stazioni del BikeMi: da marzo 2012 a oggi sono passate da 120 a 166 (+ 38%), per oltre 2.800 bici in circolazione, e supereranno quota 200 nei prossimi mesi, con un aumento del 75% (qui le linee potenziate dei mezzi pubblici e qui l’elenco delle 46 nuove stazioni BikeMi attivate da marzo 2012 a gennaio 2013).


Infine, pur non potendo avere effetti strutturali sulle concentrazioni di altri agenti inquinanti, Area C ha ridotto in questo primo anno le emissioni di PM10 allo scarico (-10% rispetto al 2011, e del 58% rispetto al 2008), PM10 totale (-18% rispetto al 2011, -39% rispetto al 2008), ammoniaca (-42% rispetto al 2011, -71% rispetto al 2008), ossidi totali di azoto (-18% rispetto al 2011, -43% rispetto al 2008), biossidi di azoto (-25% rispetto al 2011, -45% rispetto al 2008), anidride carbonica (tra -35% e -38% rispetto agli anni precedenti).
Dall’ultima campagna di monitoraggio del Black Carbon, poi, effettuata dall’1 al 28 ottobre 2012 in due siti, uno interno e uno esterno alla Ztl Cerchia dei Bastioni, emerge che le concentrazioni di Black Carbon sono più basse in Area C in media del 33% nella prima settimana (con riscaldamenti spenti) e del 12% nell’ultima settimana (con riscaldamenti accesi). In particolari giornate, le medie di riduzione hanno raggiunto quota -52% (prima settimana) e -24% (ultima settimana).
Buon compleanno, Milano!