mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile. Per ricordarci chi siamo, senza cambiare la storia

Oggi è il 25 aprile, festa della liberazione d'Italia, giorno di memorie, giorno di coscienza, giorno di comune sentire e di vicinanze positive.
Oggi non sarò in corteo a Milano: quest'anno la strada mi spinge verso sud, fino a Faenza e poi su per gli appennini romagnoli fino a respirare l'aria buona di Ca' Malanca, un posto incredibile, memoria viva di resistenza e di lotta per la liberà dal nazi-fascismo, oggi museo storico della resistenza dell'Emilia Romagna.
Ci tengo a farlo, voglio che questo oggi non scivoli silenzioso come un giorno qualsiasi, come una festa indifferente, come un ricordo da annegare in un passato non più nostro. E ci tengo ancora di più, quest'anno, perchè mai così tanto ho respirato parole di negazione, di indifferenza, di revisione di una storia che sì, sarà anche stata scritta dai vincitori, ma chissà cosa saremmo oggi se avessero vinto quegli altri.
E' questo il punto. I partigiani lottavano per la libertà, i fascisti stavano con i nazisti. 
L'ha scritto con la nota lucidità Michele Serra, ieri, riprendendo le parole di Francesco Guccini, ribelle alla vergognosa appropriazione del suo verso "gli eroi son tutti giovani e belli" da parte di chi oggi inneggia ai "ragazzi di Salò".
Quella non era una "guerra civile che come tale andrebbe commemorata solo nei cimiteri" come mi ha scritto su facebook un ragazzo qualche giorno fa. 
Perchè non erano tutti uguali.  
I partigiani lottavano per la libertà. 
I fascisti stavano con i nazisti. 
Punto.
Se non fosse che la storia poi qualcuno la vuole annebbiare, rimescolare, riarrangiare su trame nuove e pericolose, in cui i personaggi si confondono e i contorni di una lotta di libertà sfumano in una guerra tra uguali, che finisce per dimenticare il senso di quella lotta e le ragioni di chi l'ha fatta, quella lotta.
Calvino scriveva "dietro il milite delle brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c'erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l'Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c'era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, ché di queste non ce ne sono”.
E allora festeggiamolo, questo 25 aprile, tutti quanti.
Perchè quella Libertà -e quella Costituzione, la nostra- non siano i valori della nostra sinistra, ma i valori del nostro Paese. Sempre.


L'Amaca, Michele Serra, 24.4.2012
“I partigiani lottavano per la libertà, i fascisti stavano con i nazisti". Così Francesco Guccini si ribella all’appropriazione indebita di un verso della Locomotiva (“gli eroi sono tutti giovani e belli”) stampato su un manifesto che inneggia a Salò. Non si potrebbe esprimere in maniera più semplice, e insieme più giusta, la differenza tra partigiani e repubblichini: contro il nazismo oppure a fianco del nazismo, questa fu la scelta. Eppure questa verità, oggi, suona quasi anticonformista, e perfino intellettualmente difficile: le carte sono state tutte rimescolate, e alcune anche truccate, dalla pervasiva, insistente, annosa campagna di revisionismo storico che ha accompagnato gli anni di Berlusconi, primo premier della storia repubblicana non antifascista. L’espediente retorico di rendere omaggio alla “voce dei vinti” ha finito per trasformare, pian piano, i lupi in agnelli, e la minoranza di ragazzi generosi e coraggiosi che, sebbene cresciuti dentro un regime stupido e razzista, presero la via dei monti, nel racconto revisionista viene spacciata per un potere soverchiante e opportunista.
Domani è il 25 aprile e ogni anno che passa festeggiarlo diventa sempre più importante, sempre più giusto e, per quanto mi riguarda, sempre più emozionante.

mercoledì 18 aprile 2012

Milano ritrova i suoi spazi abbandonati

A Milano sta succedendo qualcosa di importante. Qualcosa che in molti si aspettavano da tempo e che forse tra qualche anno potremo ricordare come uno dei migliori passi della nuova stagione politica e amministrativa.
Il tema è quello degli spazi abbandonati o sottoutilizzati della città, spazi pubblici o privati, s'intende, metri cubi sottratti per tante ragioni diverse al potenziale creativo, associativo, culturale e imprenditoriale della nostra città.
Il lavoro è cominciato quest'autunno e ha raggiunto una svolta importante con il protocollo d’intesa che il Comune ha siglato a fine marzo con il Diap Politecnico e l’associazione Temporiuso.net, da anni impegnata in un'attività di ricerca e benchmarking delle migliori pratiche europee di riuso temporaneo, nonchè già in progetti operativi sul territorio italiano.
Ma di cosa si parla esattamente? Senza andare troppo lontano, un bell'esempio è costituito da Made in Ma.Ge, un progetto sperimentale di riuso temporaneo degli ex Magazzini Generali Falck di Sesto san Giovanni, rivolto a stilisti, artigiani, designer, associazioni e cooperative attivi nel mondo della moda e design sostenibile. Nel 2010, attraverso un bando, sono stati scelti 15 progetti creativi che ora possono godere di un contratto d’uso temporaneo gratuito della durata di 3 anni. Ai vincitori è stato chiesto un contributo per coprire le spese di mantenimento dello stabile proporzionale allo spazio atelier e laboratorio utilizzato, e per il supporto allo start-up d’impresa da parte di esperti e il coinvolgimento in attività seminariali, eventi e fiere.
La sfida, ora più che mai concreta e possibile, è far sì che anche Milano si rigeneri nei suoi spazi urbani, si riappropri dei luoghi che sembravano persi e si arricchisca dei suoi patrimoni dimenticati.
A che punto siamo, dunque? Con la firma del protocollo d'intesa è iniziato un percorso a cinque fasi.
La prima, in cui ci troviamo ora, è il rinnovo della mappatura dell'offerta di spazi. Entro l'inizio di giugno, insieme ai nove Consigli di Zona verranno organizzate nove biciclettate (la prima domenica 22 in zona 4!) in cui si potranno scoprire e conoscere spazi in abbandono e sottoutilizzati, ma anche associazioni culturali, atelier di designer e artigiani, gallerie d’arte, scuole e teatri già attivi nel promuovere servizi ed attività pubbliche e autorganizzate.
La seconda fase (metà giugno) sarà un workshop internazionale sul riuso temporaneo: una tre giorni con Assessori, Consiglieri, privati, associazioni culturali, cittadini ed esperti internazionali per identificare le vocazioni e le prospettive di riuso degli spazi mappati.
Nella terza fase partiranno i bandi, nella quarta i primi progetti pilota e nella quinta si metterà "a regime" la politica pubblica di riuso temporaneo con un database consultabile di spazi.
Nel frattempo, tutti gli interessati possono già partecipare alla "mappatura della domanda", compilando il form apposito sul sito di Temporiuso (ma solo dopo aver letto il Manifesto per il Riuso Temporaneo!)
Teniamoci aggiornati!!!

venerdì 13 aprile 2012

Io Scelgo. Per il registo dei testamenti biologici a Milano

IoScelgo è un diritto, è un atto di rispetto e di libertà.
IoScelgo è una proposta, IoScelgo è una preghiera.
IoScelgo è una campagna di sensibilizzazione e una proposta di delibera comunale di iniziativa popolare (leggi il testo qui) per sostenere l’apertura del registro delle direttive anticipate di trattamento sanitario (i testamenti biologici) presso il Comune di Milano.
Nel rispetto della libertà di ognuno e nel rispetto della Costituzione Italiana riteniamo che poter dare delle indicazioni rispetto ai trattamenti sanitari desiderati qualora diventassimo incapaci, sia un diritto individuale irrinunciabile. Nessuno, né lo Stato, né il medico, né i familiari ci possono imporre trattamenti per noi ritenuti eccessivi e il testamento biologico è uno strumento utile per indicare i trattamenti desiderati e le persone da noi designate a fare le nostre veci.
In questi giorni comincia la raccolta firme.
Ne servono 5.000, poi la proposta verrà discussa in Consiglio Comunale. Qui c'è l'elenco dei posti dove si può firmare, io sarò in Largo Marinai d'Italia domenica 15 dalle 11 alle 13. Se potete, fate un salto.


lunedì 2 aprile 2012

Piazza Fabio Guido Chiesa, attore e animatore

Fabio Guido Chiesa avrà una piazza, la sua piazza, quella di fronte al teatro Ringhiera, quella tutta colorata dei fiori che ogni anno i bambini dipingono tra le crepe di un asfalto grigio, rendendolo un po' meno scuro, rendendolo un po' meno triste.
Piazza Fabio Guido Chiesa, attore e animatore. Sarà di fronte al Teatro Ringhiera, e lo sarà presto, dopo che oggi, in Consiglio abbiamo discusso e votato la mozione che qualche mese fa avevamo presentato a proposito.
Tra tante cose che non funzionano, questa è una piccola grande soddisfazione, per Fabio e per tanti, che oggi come ieri continuano a dare il cuore per il Teatro.